L’Isola di Capraunica
Un progetto che è stato. Un luogo che continua.
L’Isola di Capraunica nasce come progetto vivo, collettivo, sperimentale.
Non da un’idea improvvisa, ma da un tempo lungo fatto di presenze, ritorni, tentativi, relazioni.
Tra il 2015 e il 2023 Caprauna è stata per noi un laboratorio di vita:
una comunità nascente, un progetto educativo, agricolo e culturale, un modo diverso di abitare un borgo che rischiava di spegnersi.
Oggi L’Isola di Capraunica non è più un’associazione attiva.
È diventata qualcos’altro: un’idea in soffitta, sì, ma di quelle che non si buttano.
E soprattutto è ancora un luogo reale, fatto di dieci case, sentieri, silenzi, tavolate lunghe e ritorni frequenti.
Com’è nata
Per alcuni anni Caprauna è stata frequentata in modo irregolare, quasi per caso.
Poi, nel 2015, la possibilità di acquistare le prime case ha cambiato il passo: con Davide è iniziata una presenza più continua, condivisa con amici, collaboratori, famiglie.
Nel 2016 l’ingresso di Vittoria ha dato forma al progetto:
altri immobili, terreni, coltivazioni, una rete sociale, l’idea che non si trattasse solo di “venire”, ma di provare a vivere.
Nel 2017 nasce Blu.
E con lei entra nel progetto una domanda più grande: dove e come crescono i figli?
La risposta, lentamente, si allontana da Milano e prende la forma di Caprauna.
Negli anni successivi il borgo si anima:
persone di passaggio e presenze più stabili, eventi, cene, yoga, teatro, volontari, famiglie con bambini.
Un’intervista su Italia che Cambia amplifica l’eco del progetto, portando attenzione e scambi con altre realtà simili.
Senza supporto istituzionale, ma con molta energia condivisa, Capraunica diventa per un periodo un esperimento concreto di comunità educante e abitativa.
L’educazione come filo rosso
L’asilo nel bosco di Caprauna non è stato un episodio isolato, ma un passaggio chiave.
Un’esperienza che ha segnato profondamente il progetto e le persone coinvolte.
Quando la vita quotidiana si è spostata a valle, quell’intuizione non si è persa:
è confluita nella nascita di una scuola a Pietra Ligure, aperta da Luca, Vittoria e un gruppo di genitori provenienti dal progetto Libellule APS.
Per noi quella scuola è il proseguimento naturale dell’asilo nel borgo:
stessa visione, stesso sguardo sui bambini, stesso tentativo di tenere insieme educazione, territorio e relazione.
Oggi
Oggi Capraunica è abitata in modo diverso.
Davide vive il luogo con continuità.
Luca e Vittoria, con Blu e Zelda, tornano quasi ogni fine settimana.
Durante la settimana la vita si svolge a Pietra Ligure, intorno alla scuola.
A Caprauna restano le case, il tempo lento, le stagioni che si sentono ancora bene.
E resta Sally, il nostro maiale vietnamita, mascotte non ufficiale e presenza stabile del borgo.
Capraunica oggi ospita amici sinceri, persone che vengono a trovarci, a stare, a respirare.
Non è più un progetto da spiegare, ma un luogo da vivere.
Uno sguardo avanti
L’Isola di Capraunica non è un progetto chiuso.
È un progetto concluso in una forma, e aperto in molte altre.
Rimane come memoria viva di un tempo intenso.
Rimane come luogo fisico, che continua a essere abitato.
Rimane come radice di altri progetti, educativi e umani, che sono nati dopo.
Non tutto deve crescere all’infinito.
Alcune cose fanno il loro lavoro, e poi restano lì —
come un’isola, come una soffitta, come una buona storia.